Lazio. Truffe alla Regione, inchiesta a Catania: arresti e sequestri

guardia di finanza 2' di lettura 15/11/2021 - OPERAZIONE GUARDIA DI FINANZA IN TRE REGIONI E QUATTRO PAESI UE (DIRE) Palermo, 15 nov. - Operazione della Guardia di Finanza in tre regioni italiane: Sicilia, Lazio e Lombardia. Eseguiti una ordinanza cautelare nei confronti di quattro persone e diversi sequestri nell'ambito di una inchiesta della Procura etnea su presunte truffe alla Regione Lazio.

Numerosi gli indagati. Ipotizzati i reati di associazione a delinquere, truffa nei confronti dello Stato, truffa, riciclaggio e autoriciclaggio. L'operazione ha interessato anche quattro paesi europei: Germania, Malta, Svizzera e Regno Unito. Gli indagati sono complessivamente quindici. Sequestrate 16 tra società e fondazioni con sede a Catania, Roma, Milano e Agrigento: sono attive nei settori turistico, socioassistenziale, servizi, locazioni immobiliari, edilizia, commercio all'ingrosso ed editoria. Sequestrate anche disponibilità finanziarie detenute in Italia e all'estero epr oltre 500mila euro. Le presunte truffe alla Regione Lazio sarebbero cinque: sarebbero state messe in atto per far ottenere indebitamente alle società riconducibili agli indagati, attive nel settore turistico, cinque distinte linee di finanziamento a tasso agevolato per complessivi 250mila euro erogati grazie al Fondo rotativo per il piccolo credito istituito per sostenere le piccole e medie imprese laziali.

Per ottenere i finanziamenti sarebbero stati presentati, grazie a un commercialista di Catania e ad uno di Frosinone, entrambi indagati, bilanci falsi alla Camera di commercio etnea e dichiarazioni fraudolente all'Agenzia delle Entrate per i cinque anni che vanno dal 2014 al 2018. L'indagine, denominata 'Money Black', ipotizza anche una truffa nei confronti di privati: gli indagati, in questo caso, si sarebbero presentati come referenti di una inesistente fondazione dello Stato Città del Vaticano prospettando ai truffati la possibilità di ottenere finanziamenti a fondo perduto e chiedendo però il pagamento di un contributo per spese amministrative pari a circa 260mila euro. "In tutti i casi, le somme provento delle truffe sono state oggetto di operazioni di riciclaggio e autoriciclaggio - sostiene la guardia di finanza -. Gli importi, infatti, a cura degli stessi indagati o di altri soggetti a loro vicini, sono stati prima frazionati su diversi conti correnti, intestati a società o fondazioni, e successivamente trasferiti verso altri depositi, anche detenuti all'estero in istituti di credito tedeschi e maltesi". (Sac/Dire)






Questo è un lancio di agenzia pubblicato il 15-11-2021 alle 10:59 sul giornale del 16 novembre 2021 - 102 letture

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